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	<title type="text">Arte e Monumenti</title>
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	<updated>2023-11-24T13:36:03+00:00</updated>
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		<name>Comune di Villabate</name>
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		<title>Palazzo Migliaccio</title>
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		<published>2016-08-09T12:37:00+00:00</published>
		<updated>2016-08-09T12:37:00+00:00</updated>
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		<author>
			<name>Scilla Alberini - Maggioli</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0px 6px 0px 0px; float: left;&quot; alt=&quot;migliaccio&quot; src=&quot;https://www.comune.villabate.pa.it/images/monumenti/migliaccio.jpg&quot; /&gt;Risale al XVIII secolo, fu voluto dalla nobile famiglia Migliaccio principi di Baucina e marchesi di Montemaggiore Belsito. I lavori durarono diversi anni e furono completati dal principe Don Ignazio Migliaccio Naselli. La famiglia Migliaccio fu per lungo tempo padrona della terra feudale di Montemaggiore Belsito che divenne marchesato nel 1878. Il Re Filippo IV diede a Don Mariano il territorio ed il castello di Baucina. Don Mariano Migliaccio, sposò Violante Marello e i suoi titoli di principe di Baucina e marchese di Montenegro Belsito passarono ai suoi eredi. La costruzione sorge su una antica torre alla quale si aggiunsero altri fabbricati, come le stalle, le scuderie, i depositi per i foraggi e la chiesetta di S. Antonio da Padova. L’edificio è costruito su tre piani di cui l’ultimo è più piccolo degli altri due, l’ingresso si trova in corso Vittorio Emanuele, dove un grande portone ligneo permetteva l’accesso ai cavalli e alle carrozze. Al piano terra vi erano le cucine e le camere della servitù. Al primo piano vi erano le stanze di rappresentanza (salone, biblioteca e salotti da ricevimento), al secondo piano la zona notte. Sopra la persiana del primo piano spicca lo stemma della famiglia Termine. Verso la fine dell’800 il principe Antonio Licata vendette il palazzo alla famiglia Troia di Villabate.&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0px 6px 0px 0px; float: left;&quot; alt=&quot;migliaccio&quot; src=&quot;https://www.comune.villabate.pa.it/images/monumenti/migliaccio.jpg&quot; /&gt;Risale al XVIII secolo, fu voluto dalla nobile famiglia Migliaccio principi di Baucina e marchesi di Montemaggiore Belsito. I lavori durarono diversi anni e furono completati dal principe Don Ignazio Migliaccio Naselli. La famiglia Migliaccio fu per lungo tempo padrona della terra feudale di Montemaggiore Belsito che divenne marchesato nel 1878. Il Re Filippo IV diede a Don Mariano il territorio ed il castello di Baucina. Don Mariano Migliaccio, sposò Violante Marello e i suoi titoli di principe di Baucina e marchese di Montenegro Belsito passarono ai suoi eredi. La costruzione sorge su una antica torre alla quale si aggiunsero altri fabbricati, come le stalle, le scuderie, i depositi per i foraggi e la chiesetta di S. Antonio da Padova. L’edificio è costruito su tre piani di cui l’ultimo è più piccolo degli altri due, l’ingresso si trova in corso Vittorio Emanuele, dove un grande portone ligneo permetteva l’accesso ai cavalli e alle carrozze. Al piano terra vi erano le cucine e le camere della servitù. Al primo piano vi erano le stanze di rappresentanza (salone, biblioteca e salotti da ricevimento), al secondo piano la zona notte. Sopra la persiana del primo piano spicca lo stemma della famiglia Termine. Verso la fine dell’800 il principe Antonio Licata vendette il palazzo alla famiglia Troia di Villabate.&lt;/p&gt;</content>
		<category term="Monumenti ed edifici storici" />
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		<title>Palazzo Auria</title>
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		<published>2016-08-09T12:38:14+00:00</published>
		<updated>2016-08-09T12:38:14+00:00</updated>
		<id>https://www.comune.villabate.pa.it/index.php/monumenti-ed-edifici-storici/1340-palazzo-auria</id>
		<author>
			<name>Scilla Alberini - Maggioli</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p&gt;E' stato quasi totalmente demolito e ricostruito. L’ingresso principale dava sul cortile dove vi erano le scuderie. Ai lati del cortile si snodavano due scale che conducevano a ciascuna ala del palazzo. Il nome della costruzione prende origine dal suo proprietario che sicuramente apparteneva alla nobile famiglia degli Auria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;style33&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;E' stato quasi totalmente demolito e ricostruito. L’ingresso principale dava sul cortile dove vi erano le scuderie. Ai lati del cortile si snodavano due scale che conducevano a ciascuna ala del palazzo. Il nome della costruzione prende origine dal suo proprietario che sicuramente apparteneva alla nobile famiglia degli Auria.&lt;/p&gt;
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		<title>Villa Vitale</title>
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		<published>2016-08-09T12:39:59+00:00</published>
		<updated>2016-08-09T12:39:59+00:00</updated>
		<id>https://www.comune.villabate.pa.it/index.php/monumenti-ed-edifici-storici/1341-villa-vitale</id>
		<author>
			<name>Scilla Alberini - Maggioli</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p&gt;Sorge nel tratto di pianura costiera che collega Bagheria alla Conca d’oro, luogo strategico per i commerci con Palermo e le altre città vicine. Oggi l’antica strada è andata in disuso sostituita dalla S.S. 113. La parte più antica della costruzione è una torre che aveva lo scopo di difendere le sorgenti d’acqua della Favara. Nel XVII sec. la costruzione viene adibita a residenza, ciò è testimoniato dagli elementi decorativi presenti nel secondo livello della torre. Gli edifici intorno alla torre vennero costruiti tra il XVIII e il XIX sec. dando al complesso l’aspetto di villa borghese. Successivamente la villa fu arricchita da elementi in stile liberty. Oltre alla torre vi sono altri edifici: la corte esterna, gli appartamenti della servitù, due vasche idriche e un pozzo ancora funzionante. Sul lato est della corte si apre un portone in ferro che dà sulla strada che collega Ficarazzi a Villabate. Tra gli agrumeti circostanti rimangono ancora le tracce di una strada che portava alla depandance. Questo edificio presenta elementi decorativi particolari indicanti un luogo di culto che, pur essendo annesso alla residenza nobiliare, poteva accogliere fedeli che vivevano nei vicini casolari. La torre ha subito numerosi ampliamenti e sopraelevazioni nei secoli e di essa rimane soltanto il muro esterno. Nel ‘500 fu inglobata in un torrione più grande che impedisce oggi di individuare le antiche costruzioni. Nel 1700 il torrione fu trasformato in residenza, aggiungendo due balconi con apertura ad arco sorretti da due mensoloni di pietra. Sulla facciata principale, al terzo piano si trovano delle finestre ovali della stanza adibita a colombaio. Il terzo piano è più recente: si nota dal tipo di copertura e dalle decorazioni interne in stile liberty. Oggi l’edificio verte in situazioni di degrado.&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;Sorge nel tratto di pianura costiera che collega Bagheria alla Conca d’oro, luogo strategico per i commerci con Palermo e le altre città vicine. Oggi l’antica strada è andata in disuso sostituita dalla S.S. 113. La parte più antica della costruzione è una torre che aveva lo scopo di difendere le sorgenti d’acqua della Favara. Nel XVII sec. la costruzione viene adibita a residenza, ciò è testimoniato dagli elementi decorativi presenti nel secondo livello della torre. Gli edifici intorno alla torre vennero costruiti tra il XVIII e il XIX sec. dando al complesso l’aspetto di villa borghese. Successivamente la villa fu arricchita da elementi in stile liberty. Oltre alla torre vi sono altri edifici: la corte esterna, gli appartamenti della servitù, due vasche idriche e un pozzo ancora funzionante. Sul lato est della corte si apre un portone in ferro che dà sulla strada che collega Ficarazzi a Villabate. Tra gli agrumeti circostanti rimangono ancora le tracce di una strada che portava alla depandance. Questo edificio presenta elementi decorativi particolari indicanti un luogo di culto che, pur essendo annesso alla residenza nobiliare, poteva accogliere fedeli che vivevano nei vicini casolari. La torre ha subito numerosi ampliamenti e sopraelevazioni nei secoli e di essa rimane soltanto il muro esterno. Nel ‘500 fu inglobata in un torrione più grande che impedisce oggi di individuare le antiche costruzioni. Nel 1700 il torrione fu trasformato in residenza, aggiungendo due balconi con apertura ad arco sorretti da due mensoloni di pietra. Sulla facciata principale, al terzo piano si trovano delle finestre ovali della stanza adibita a colombaio. Il terzo piano è più recente: si nota dal tipo di copertura e dalle decorazioni interne in stile liberty. Oggi l’edificio verte in situazioni di degrado.&lt;/p&gt;</content>
		<category term="Monumenti ed edifici storici" />
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		<title>Chiesa di S. Agata</title>
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		<published>2016-08-09T12:41:25+00:00</published>
		<updated>2016-08-09T12:41:25+00:00</updated>
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		<author>
			<name>Scilla Alberini - Maggioli</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p&gt;E' una costruzione di fine ottocento di stile romantico. La costruzione presenta sette altari laterali e uno centrale. Sul lato sinistro era situato il fonte battesimale, ma di recente è stato sostituito da un altare sul quale è stata eretta la statua di S. Antonio da Padova. La chiesa ha tre aperture: una centrale fatta costruire dal parroco Pietro Maltese nel 1931. Quella secondaria che dà nella via ten. Arrigo e quella dietro l’altare maggiore che conduce nella sacrestia e nei locali parrocchiali. Nel 1902 parte della chiesa crolla ma fu riedificata. Tra il 1933-34 l’abside fu decorata con pitture e lavori a stucco. Altre riparazioni furono apportate alla chiesa a causa del terremoto che colpì Villabate nel 1939. All’interno della chiesa vi è una statua lignea di S. Giuseppe e una statua dell’Immacolata in carta pesta. Nell’abside ci sono due quadri, uno raffigurante la “Madonna di Pompei” dipinta dal professore Catalano, l’altro S. Lucia Vergine Martire. Sempre nell’abside troviamo le statue: del Cuore di Gesù, S. Rosalia, S. Antonio da Padova, S. Agata, S. Teresa del Bambino Gesù, S. Agnese, Maria SS Addolorata, Gesù morto e infine un crocifisso ligneo posto tra l’altare maggiore e la cupola.&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;E' una costruzione di fine ottocento di stile romantico. La costruzione presenta sette altari laterali e uno centrale. Sul lato sinistro era situato il fonte battesimale, ma di recente è stato sostituito da un altare sul quale è stata eretta la statua di S. Antonio da Padova. La chiesa ha tre aperture: una centrale fatta costruire dal parroco Pietro Maltese nel 1931. Quella secondaria che dà nella via ten. Arrigo e quella dietro l’altare maggiore che conduce nella sacrestia e nei locali parrocchiali. Nel 1902 parte della chiesa crolla ma fu riedificata. Tra il 1933-34 l’abside fu decorata con pitture e lavori a stucco. Altre riparazioni furono apportate alla chiesa a causa del terremoto che colpì Villabate nel 1939. All’interno della chiesa vi è una statua lignea di S. Giuseppe e una statua dell’Immacolata in carta pesta. Nell’abside ci sono due quadri, uno raffigurante la “Madonna di Pompei” dipinta dal professore Catalano, l’altro S. Lucia Vergine Martire. Sempre nell’abside troviamo le statue: del Cuore di Gesù, S. Rosalia, S. Antonio da Padova, S. Agata, S. Teresa del Bambino Gesù, S. Agnese, Maria SS Addolorata, Gesù morto e infine un crocifisso ligneo posto tra l’altare maggiore e la cupola.&lt;/p&gt;</content>
		<category term="Monumenti ed edifici storici" />
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		<title>Villa Giannone</title>
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		<published>2016-08-09T12:42:15+00:00</published>
		<updated>2016-08-09T12:42:15+00:00</updated>
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			<name>Scilla Alberini - Maggioli</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p&gt;E' ubicata nel corso Vittorio Emanuele. Venne fatta costruire nell’ottocento dal barone Ernesto Teodoro Guastella, il quale la usò come dimora di villeggiatura. Nel XIX sec. la proprietà passa alla famiglia Pantaleo per poi essere rivenduta alla famiglia Giannone nel 1910. La villa ha un bel giardino, da poco tornato all'antico splendore. Attorno alla costruzione il barone fece costruire delle case per i suoi dipendenti.&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;E' ubicata nel corso Vittorio Emanuele. Venne fatta costruire nell’ottocento dal barone Ernesto Teodoro Guastella, il quale la usò come dimora di villeggiatura. Nel XIX sec. la proprietà passa alla famiglia Pantaleo per poi essere rivenduta alla famiglia Giannone nel 1910. La villa ha un bel giardino, da poco tornato all'antico splendore. Attorno alla costruzione il barone fece costruire delle case per i suoi dipendenti.&lt;/p&gt;</content>
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		<title>Il Palchetto della Musica</title>
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		<published>2016-08-09T12:42:56+00:00</published>
		<updated>2016-08-09T12:42:56+00:00</updated>
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		<author>
			<name>Scilla Alberini - Maggioli</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p&gt;Sorge nell’odierna Piazza della Regione. Progettato da Ernesto Basile si sviluppa su due livelli: il primo è costituito da tre vani e un servizio igienico adibiti ad attività commerciale. Il secondo è costituito da una terrazza coperta e contornato da una ringhiera di ferro.&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;Sorge nell’odierna Piazza della Regione. Progettato da Ernesto Basile si sviluppa su due livelli: il primo è costituito da tre vani e un servizio igienico adibiti ad attività commerciale. Il secondo è costituito da una terrazza coperta e contornato da una ringhiera di ferro.&lt;/p&gt;</content>
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		<title>Edificio della sede centrale della Scuola Elementare</title>
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		<published>2016-08-09T12:43:32+00:00</published>
		<updated>2016-08-09T12:43:32+00:00</updated>
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			<name>Scilla Alberini - Maggioli</name>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;E'ubicato nel corso Vittorio Emanuele. Venne fatto costruire dal comune nel 1930 durante il periodo fascista. L’edificio si sviluppa in tre livelli: il piano terra è adibito ad uffici, ai piani superiori vi sono delle sale e nella zona centrale vi sono i servizi igienici.&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;E'ubicato nel corso Vittorio Emanuele. Venne fatto costruire dal comune nel 1930 durante il periodo fascista. L’edificio si sviluppa in tre livelli: il piano terra è adibito ad uffici, ai piani superiori vi sono delle sale e nella zona centrale vi sono i servizi igienici.&lt;/p&gt;</content>
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		<title>Teatro delle Palme</title>
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		<published>2016-08-09T12:44:21+00:00</published>
		<updated>2016-08-09T12:44:21+00:00</updated>
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			<name>Scilla Alberini - Maggioli</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p&gt;Si trova in corso Vittorio Emanuele. Venne fatto costruire dalla famiglia fontana nel 1451 su progetto dell’ingegnere Pietro Villa, il quale fece demolire buna metà dell’allora esistente Villa Marinuzzi per costruire un edificio da adibire a teatro e sala cinematografica. L’impianto è costituito da un’ampia sala al piano terra e da una galleria al piano superiore, alla quale si accede tramite una delle due scale poste nella grande hall, all’ingresso. L’altra scala conduce alla stanza per la proiezione. Il palco è addobbato con quinte e spogliatoi. Il nome “Teatro delle Palme” deriva dalla presenza di alcune palme secolari presenti all’ingresso del teatro appartenute all’antica Villa Marinuzzi. Attualmente il teatro non è fruibile dai cittadini, in quanto sono necessari sostanziali lavori di restauro.&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;Si trova in corso Vittorio Emanuele. Venne fatto costruire dalla famiglia fontana nel 1451 su progetto dell’ingegnere Pietro Villa, il quale fece demolire buna metà dell’allora esistente Villa Marinuzzi per costruire un edificio da adibire a teatro e sala cinematografica. L’impianto è costituito da un’ampia sala al piano terra e da una galleria al piano superiore, alla quale si accede tramite una delle due scale poste nella grande hall, all’ingresso. L’altra scala conduce alla stanza per la proiezione. Il palco è addobbato con quinte e spogliatoi. Il nome “Teatro delle Palme” deriva dalla presenza di alcune palme secolari presenti all’ingresso del teatro appartenute all’antica Villa Marinuzzi. Attualmente il teatro non è fruibile dai cittadini, in quanto sono necessari sostanziali lavori di restauro.&lt;/p&gt;</content>
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		<title>Piazza della Regione</title>
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		<published>2016-08-09T12:44:55+00:00</published>
		<updated>2016-08-09T12:44:55+00:00</updated>
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		<author>
			<name>Scilla Alberini - Maggioli</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p&gt;E' da sempre chiamata dai villabatesi “a banchina”, costituisce il cuore del paese, dove si danno appuntamenti uomini d’affari, comitive di giovani, persone anziane che giocano a carte. Diverse persone sostengono che nel sottosuolo della piazza si trovano moltissime caverne e cunicoli risalenti ad epoche remote. Nel 1922 fu costruito il Palchetto della Musica, ma la piazza fu pavimentata dopo la II Guerra Mondiale.&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;E' da sempre chiamata dai villabatesi “a banchina”, costituisce il cuore del paese, dove si danno appuntamenti uomini d’affari, comitive di giovani, persone anziane che giocano a carte. Diverse persone sostengono che nel sottosuolo della piazza si trovano moltissime caverne e cunicoli risalenti ad epoche remote. Nel 1922 fu costruito il Palchetto della Musica, ma la piazza fu pavimentata dopo la II Guerra Mondiale.&lt;/p&gt;</content>
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		<title>Chiesa di S. Giuseppe</title>
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		<published>2016-08-09T12:45:38+00:00</published>
		<updated>2016-08-09T12:45:38+00:00</updated>
		<id>https://www.comune.villabate.pa.it/index.php/monumenti-ed-edifici-storici/1348-chiesa-di-s-giuseppe</id>
		<author>
			<name>Scilla Alberini - Maggioli</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p&gt;E' stata costruita nel 1984 dall’architetto Carlo Schillaci. La chiesa è stata costruita in parte su terra donata dai coniugi Profaci e Schillaci, mediante offerte e raccolte organizzate dai parrocchiani ed è stata dedicata a S. Giuseppe patrono del paese. La chiesa è stata inaugurata il 18 marzo 1987 dal Cardinale e Arcivescovo di Palermo Salvatore Pappalardo. L’edificio è caratterizzato dalla struttura del tetto che da una media altezza da terra tende verso l’alto. Questa particolare forma richiama simbolicamente la tenda della peregrinazione nel deserto del popolo ebraico che ospitava l’Arca dell’Alleanza. Sulla sinistra della chiesa c’è l’ambone, al centro c’è la sede per il sacerdote, il tabernacolo e la sede dei ministri. Dietro l’altare vi è una stele di bronzo fuso e un pregiatissimo crocifisso di Pericle Fazzini. La chiesa è arricchita da due statue di marmo.&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;E' stata costruita nel 1984 dall’architetto Carlo Schillaci. La chiesa è stata costruita in parte su terra donata dai coniugi Profaci e Schillaci, mediante offerte e raccolte organizzate dai parrocchiani ed è stata dedicata a S. Giuseppe patrono del paese. La chiesa è stata inaugurata il 18 marzo 1987 dal Cardinale e Arcivescovo di Palermo Salvatore Pappalardo. L’edificio è caratterizzato dalla struttura del tetto che da una media altezza da terra tende verso l’alto. Questa particolare forma richiama simbolicamente la tenda della peregrinazione nel deserto del popolo ebraico che ospitava l’Arca dell’Alleanza. Sulla sinistra della chiesa c’è l’ambone, al centro c’è la sede per il sacerdote, il tabernacolo e la sede dei ministri. Dietro l’altare vi è una stele di bronzo fuso e un pregiatissimo crocifisso di Pericle Fazzini. La chiesa è arricchita da due statue di marmo.&lt;/p&gt;</content>
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